Le persone anziane possono avere bisogno di ricevere una prestazione vitalizia di denaro, periodica e continuativa, in cambio del trasferimento di un bene mobile, o immobile o della cessione di un capitale,

traendo beneficio dalle somme ricevute e reimpiegandole per le proprie necessità.

La rendita vitalizia è il contratto con la quale un soggetto (vitaliziante) si obbliga a corrispondere a un altro soggetto (vitaliziato) una prestazione periodica di una somma di denaro o di una certa quantità di altre cose fungibili (la rendita) per tutta la durata della vita del beneficiario della rendita o di una o più persone indicate.

La rendita può essere costituita a titolo a favore di un terzo.

Può inoltre essere costituita a titolo oneroso, o per donazione o per testamento.

Con la rendita vitalizia a titolo oneroso il vitaliziante si obbliga a corrispondere al vitaliziato la rendita quale corrispettivo della cessione di un bene mobile o immobile (es.. la casa d’abitazione) o di un capitale).

In caso di mancato pagamento delle rate di rendita scadute, il vitaliziato non può richiedere la risoluzione del contratto, ma può far sequestrare e vendere i beni del vitaliziante affinchè dalla vendita si ricavi una somma che assicuri il pagamento della rendita; una scelta dettata dalle finalità assistenziali che caratterizzano la rendita vitalizia.

Il vitaliziato può chiedere la risoluzione del contratto se il vitaliziante non ha dato o ha diminuito le garanzie pattuite.

Tuttavia le parti, a tutela del vitaliziato, possono prevedere la risoluzione del contratto in caso di adempimento, anche inserendo apposita clausola o condizione risolutiva di inadempimento.

Nella rendita vitalizia costituita per donazione il vitaliziato riceve la corresponsione della rendita mentre il vitaliziante non riceve alcuna corresponsione della rendita mentre il vitaliziante non riceve alcuna controprestazione.

La rendita vitalizia a titolo oneroso è un contratto aleatorio. L’ALEA, ovvero il rischio al quale ciascuno delle parti si sottopone è un requisito essenziale del contratto senza il quale il contratto è nullo.

Questo accade ad esempio quando il beneficiario della rendita, per malattia e/o età particolarmente avanzata abbia probabilità di sopravvivenza limitata nel tempo.

Poiché la prestazione è commisurata alla durata della vita del vitaliziato o di un terzo, è impossibile determinare in anticipo sia l’entità della rendita sia la presumibile durata della stessa, ed è quindi impossibile calcolare, al momento della conclusione del contratto, quale parte riceverà un vantaggio economico dell’operazione.

Naturalmente non vi deve essere un notevole sproporzione tra la prestazione cui è tenuto il vitaliziante e il valore dell’immobile.

Il debitore, salvo patto contrario non può in nessun modo liberarsi del pagamento della rendita offrendo il rimborso del capitale.

Egli è tenuto a pagare la rendita per tutto il tempo per il quale è stata costituita, per quanto gravosa possa divenire nel tempo la sua prestazione.

La rendita vitalizia a titolo gratuito non è contratto aleatorio. Il donante, sin dal momento della conclusione del contratto, sa già che subirà un impoverimento, essendo incerto unicamente all’ammontare delle somme che verserà.

La rendita vitalizia è un contratto di durata ad esecuzione periodica (es. mensile,trimenstrale,annuale).

La rendita vitalizia deve essere costituita per atto pubblico o per scrittura privata, sotto pena di nullità.

L’annualità della rendita vitalizia, intesa come singola prestazione, si prescrive in cinque anni, mentre il diritto alla rendita complessivamente considerata si prescrive in dieci anni.

È anche possibile prevedere una rendita a tempo determinato. Questo contratto pur non essendo espressamente previsto nel codice civile, è ammissibile in base al principio dell’autonomia privata.

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